Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Sul treno del ritorno
Gay & Bisex

Sul treno del ritorno


di Membro VIP di Annunci69.it CERCO_ATTIVI
15.02.2026    |    212    |    0 9.2
"Marco si ritrova davanti un cazzo non del tutto eretto, di una ventina di centimetri..."
Da una chat con un amico ho estrapolato un racconto che non so quanto corrisponda alla verità anche se è abbastanza plausibile, tranne la parte che si svolge nel vagone bagagli. I treni italiani per quanto ne sappia non hanno vagoni dedicati ai bagagli.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Marco e Davide erano rientrati da una visita dai parenti, in una cittadina del sud affacciata sul mare. All’andata avevano viaggiato in auto, ore e ore di strada, chiusi nell’abitacolo con conversazioni di circostanza e silenzi pesanti. Il ritorno invece era stato in treno: meno costoso, più lento… e decisamente meno prevedibile.

Il vagone era quasi vuoto quando Marco e Davide si sistemarono uno dietro l’altro. Davide, stanco, infilò le cuffie e si addormentò quasi subito. Marco rimase sveglio, con il telefono in mano e un film acceso senza troppo interesse.

A una fermata salì un uomo.

Non era particolarmente appariscente: completo elegante, fisico curato, qualche anno più di Marco. Si sedette inizialmente davanti, poi, con naturalezza studiata, si spostò accanto a lui. Tirò fuori il portatile, iniziò a lavorare a un foglio di calcolo. Poi aprì una chat, caratteri grandi, ben visibili.

Marco non voleva guardare. Ma guardò.

Le frasi erano esplicite, crude. Racconti della sera prima, incontri, desideri ancora accesi. A un certo punto lo sconosciuto aprì un documento bianco e digitò poche parole:

“Ciao. Come ti chiami?”

Marco sentì un brivido lungo la schiena. Guardò dietro: Davide dormiva profondamente.

Rispose dal suo telefono.

All’inizio fu un gioco silenzioso. Domande e risposte, brevi, tese. Lo sconosciuto ammise di aver capito subito che erano una coppia. “Si vede,” scrisse. Marco si irrigidì, poi si rilassò. C’era qualcosa di eccitante in quell’essere scoperto.

Poi l’uomo fece scorrere una cartella sul desktop. Immagini e video, espliciti, senza pudore. Corpi intrecciati, volti deformati dal piacere, scene intense e spinte. Marco distolse lo sguardo, colpito più dall’audacia che dalle immagini.

“Ti ho spaventato?” comparve sullo schermo.

“Forse,” rispose.

Lo sconosciuto sorrise appena. Poi iniziò a muoversi sul sedile, lento, deliberato. Allargò le gambe. Il tessuto elegante dei pantaloni iniziò a tendersi, disegnando chiaramente l’eccitazione sotto. Marco deglutì. Era evidente, pronunciata, impossibile da ignorare.

Il treno correva, ma per lui il tempo sembrava rallentato.

Rimasero così per ore, fianco a fianco, in un silenzio carico. Ogni tanto le loro spalle si sfioravano. Ogni tanto una frase compariva sullo schermo. Nessuno dei due parlava ad alta voce.

A un certo punto l’uomo disse che doveva prendere qualcosa dalla cappelliera. Marco si alzò per farlo passare. Quando si risistemò al suo posto, lo sconosciuto rimase in piedi accanto a lui un istante di troppo.

Il corpo inclinato verso di lui. L’eccitazione evidente, quasi ostentata, a pochi centimetri dalla sua spalla.

Marco capì che non era un incidente.

Fece un movimento impercettibile, esponendosi appena. Un gesto minimo, ma sufficiente.

Lo sconosciuto colmò la distanza.

La pressione fu chiara, decisa, trattenuta solo dal tessuto. Un contatto breve, ma inequivocabile. Marco sentì il sangue affluire, il respiro cambiare. Il mondo si ridusse a quel punto preciso di contatto, al ritmo del treno sui binari.

Nessuno parlò.

Davide continuava a dormire.
Il contatto durò solo pochi secondi.

Ma bastarono.

Quando lo sconosciuto tornò a sedersi, lo fece con una lentezza studiata, come se nulla fosse accaduto. Riprese il portatile, lo riaprì. Sullo schermo comparve una nuova frase.

“Ti è piaciuto?”

Marco fissò quelle parole senza rispondere subito. Sentiva ancora il calore sulla spalla, come un’impronta invisibile. Il treno sfrecciava attraverso la campagna, i finestrini riflettevano immagini tremolanti dei loro volti, due estranei uniti da un segreto silenzioso.

Scrisse solo: “Non lo so.”

La risposta arrivò quasi immediata.

“Il tuo corpo sì.”

Marco inspirò lentamente. Aveva paura di voltarsi verso Davide, come se anche solo guardarlo potesse tradire qualcosa. Ma lui dormiva ancora, immobile, isolato nel suo mondo di musica e sogni.

Accanto, l’uomo riaprì il portatile. Continuando a mostrare quei video molto diretti.

Il silenzio ora era diverso. Non più fatto di parole scritte, ma di respiri trattenuti e video decisamente inequivocabili

Le loro gambe si sfiorarono. Stavolta non per errore.

Marco rimase fermo. Non si scostò.

Lo sconosciuto lasciò che il contatto diventasse stabile, costante. Una pressione leggera ma intenzionale. Le dita dell’uomo scivolarono sul proprio ginocchio, poi rimasero lì, a pochi centimetri da quello di Marco. Non lo toccava davvero — non ancora — ma la vicinanza era elettrica.

“Se ti chiedessi di venire in bagno?” comparve sullo schermo del PC dello sconosciuto.

Il cuore di Marco martellò nel petto. Guardò il corridoio. Vuoto. Guardò Davide. Ancora immerso nel sonno.

Scrisse: “Sei pazzo.” L’uomo inclinò appena il capo verso di lui, un mezzo sorriso che non chiedeva permesso. Poi digitò:
“Forse. Ma tu non ti sei spostato.” Marco sentì un brivido salire lento, dalla schiena fino alla nuca.

Poi scrisse sul PC: "Seguimi"

Marco con coraggio guardo Davide che dormiva sempre e lo seguì pensando lo avesse portato nei bagni del treno. Ed invece no.

Lo portò sino alla porta del vagone bagagli e l'aprì. Marco non aveva idea come facesse ad avere la chiave di accesso.

Forse era uno delle ferrovie. Marco quasi si pentì di essersi alzato e di dover entrare nella collezione di questo personaggio ma sotto le mutande aveva già il cazzo duro. E si sa come ragionano i maschi. Non con la testa ma col loro organo tra le gambe.

Comunque appena entrati nel vagone Marco gli dice: "Ma guarda che io comunque sono fidanzato, quindi io eviterei dei problemi"

Quello mi risponde: "A me non frega nulla, basta che me lo succhi" e se lo tira fuori dei pantaloni.

Marco si ritrova davanti un cazzo non del tutto eretto, di una ventina di centimetri. Ben fatto e venoso, cappella già fuori e molta carne del prepuzio attorno segno che sarebbe diventato ancora più grosso.

Marco indugia: " No dai per chi mi hai preso"

Ma quello aveva già visto che Marco era eccitato da sotto la tuta da ginnastica che aveva messo per il viaggio.

Marco iniziò a segarlo, lo sconosciuto lo mette in ginocchio a forza e Marco si ritrova quel cazzone duro ad altezza bocca.

La testa gli pulsa e perde ogni inibizione prendendolo in gola ed iniziando una pompa forsennata senza più pensare a Davide.

Lo sconosciuto gli tiene la testa forte e lo guida sull'asta. Non faceva altro che ripetere una serie di porcate come quelle che Marco aveva visto sui video del PC.

Lo sconosciuto lo pompava così forte che Marco quasi era senza respiro e gli veniva da vomitare. Quello non staccava mai l'asta dalla sua bocca e dopo pochi minuti gli esplose direttamente in gola il suo succo.

A Marco non restò che ingoiare tutto quel liquido caldo ed abbondante. Senza che si fosse toccato si sentì tutto bagnato sotto. Forse aveva sborrato senza neppure segarsi.

Si ricomposerò e tornarono ai loro posti. Davide dormiva sempre.

Poco dopo lo sconosciuto scese alla fermata intermedia prevista dal treno, senza degnare Marco di alcuno sguardo.

Marco rimase lì, sospeso tra il senso di colpa e un’estasi improvvisa, inattesa, che non avrebbe mai immaginato di provare in un semplice viaggio di ritorno.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.2
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sul treno del ritorno:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni